Casa del dado
L’abitato di Ghedi nel corso del XIV secolo iniziava ad espandersi con costruzioni in muratura anche nei terreni più distanti dal Castello. In questi anni, ai margini della zona detta poi “Gagliolo”, fu eretto un edificio che oggi costituisce una delle più antiche testimonianze di costruzioni in muratura dell’abitato.
Dopo decenni di abbandono, nel 1997, a causa della grande nevicata del 1985, l’edificio si presentava senza tetto e senza gran parte della muratura.
Il gruppo archeologico, spinto dal desiderio di ricostruire e conservare uno spezzone della storia del paese, pose in rilievo l’interesse ed il valore dell’edificio. Fu così deciso di mettere in sicurezza la struttura ricostruendo il tetto e le murature crollate;
Il gruppo archeologico, subentrata l’amministrazione comunale, si occupò del recupero dopo aver intrapreso indagini archeologiche individuando gli elementi architettonici significativi:
La fase più antica, altomedievale, documentata esclusivamente dalla parete nord, caratterizzata dalla presenza di quattro buche di palo, che testimoniano l’esistenza di una precedente costruzione lignea di forma rettangolare.
In epoca basso medievale: viene eretto un fabbricato del quale rimangono i muri di delimitazione a pianta rettangolare. Questi ultimi sono formati da pietre, ciottoli e frammenti di laterizio collocati su filari legati con malta. L’accesso è caratterizzato da una porta sormontata da un arco in mattoni con doppia ghiera e, oltre alla porta, l’edificio presenta due finestre della stessa epoca e un pavimento in terra.
Epoca rinascimentale: l’edificio viene ristrutturato e sovralzati il solaio e il tetto, oltre all’aggiunta di nuove aperture tra cui quella della parte occidentale che può essere considerata la più significativa.
Successivamente, nel XVI secolo, viene costruito il barbacane( rinforzo o contrafforte di una muraglia) per rinforzare l’angolo sud-occidentale e viene tamponata l’apertura al pian terreno da cui si ricavò un camino.
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