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Chiesa di San Rocco

La Chiesa di San Rocco è un piccolo edificio che venne costruito a Ghedi dal 1683 per dare ai morti di peste un luogo in cui riposare. Essendo stati gettati nelle fosse comuni, non avevano avuto una degna sepoltura. L’edificio, chiamato anche Santuario dei Morti della Fossetta, è costruito su una delle tre fosse comuni presenti a Ghedi. L’esterno si presenta in modo semplice, con un frontone marcato da un cornicione.
La facciata è costituita da un portone con timpano spezzato, da un finestrone centrale rettangolare e da due finestrelle a lato del portale. Sull’ingresso si legge una scritta in latino che dice “Santella con elemosine di tutto il popolo della terra di Ghedi costruita a perpetua memoria di tutti i morti di peste nell’anno di Nostro Signore 1630”.
All’interno  si può notare sull’altare la pala di Zanne Bozza raffigurante la Madonna di Loreto con il Bambino e San Sebastiano, San Gottardo, San Rocco, San Martino e San Vincenzo.  Al centro, San Rocco (santo protettore contro la peste) è raffigurato con la tipica veste da pellegrino, il mantello, i calzari da viaggio e il bastone. All’interno della Loggetta sono conservate, in una stanza chiusa adiacente alla sagrestia, sessantatré  tavolette ex voto eseguite tra il 1687 al 1943.  Le tavolette hanno la funzione di rappresentare l’effettiva realtà dell’evento misterioso tramite gesti, eventi e comportamenti. Nelle tavolette compaiono sempre dei teschi che rappresentano i Morti della Fossetta. I motivi che hanno portato all'atto votivo potevano essere diversi: incidenti con il carro, malattie degli adulti, malattie dei neonati, benedizione della famiglia, sparatorie ed incidenti vari. L'illustrazione era spesso accompagnata da una scritta che riportava il nome del ricevente, a volte il paese di residenza ed alcune sigle, come ad esempio: PGR (per grazia ricevuta), VFGR (voto fatto grazia ricevuta), GF (grazia fatta), GR (grazia ricevuta) e così via. In alcune tavole veniva anche descritta la grazia richiesta.
Durante il restauro degli anni ‘80 il marmista e scultore Bruno Archetti ha provveduto alla pavimentazione del presbiterio, del sagrato e dell’altare nuovo.
Era sede di una confraternita di laici che si impegnavano a tener vivo il culto del Santo Patrono di Ghedi, San Rocco, protettore contro la peste e malattie infettive.

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San Rocco: Bio
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